Lecce (mercoledì, 17 settembre 2025) — Un carcere che diventa spazio creativo, un luogo di privazione che si apre all’arte per restituire voce e identità. È questa la filosofia di “Bellezza mia – Anatomia tragicomica della vita delle ragazze”, il progetto di teatro sociale d’arte che prenderà avvio da lunedì 22 settembre nella casa circondariale di Borgo San Nicola. L’iniziativa, sostenuta dal Consiglio regionale della Puglia nell’ambito dell’avviso pubblico Futura – La Puglia per la parità, è promossa da Factory Compagnia Transadriatica con il supporto di numerose realtà istituzionali e culturali.
di Nicola De Dominicis
Il cuore del percorso è un laboratorio teatrale ideato e condotto da Carmen Ines Tarantino e Benedetta Pati, attrici e pedagoghe di Factory. L’attività si svolgerà nella sezione femminile del carcere e coinvolgerà donne detenute, operatrici, volontarie e studentesse under 25, creando un ambiente di dialogo e confronto. La cifra scelta non è quella del dramma tradizionale, ma del linguaggio ironico: stand-up comedy, clownerie e teatro di figura si intrecciano per affrontare stereotipi, discriminazioni e questioni identitarie con toni leggeri ma incisivi.
La forza del progetto sta proprio in questa contrapposizione: parlare di fragilità, emarginazione e parità di genere attraverso strumenti comici e dissacranti. Le partecipanti non saranno spettatrici passive, ma protagoniste di una drammaturgia collettiva, capace di valorizzare storie e vissuti differenti in un racconto corale.
Alla presentazione ufficiale, la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, ha evidenziato il doppio valore dell’iniziativa: da un lato “umanizzare il carcere” creando legami fra detenute, personale e comunità esterna; dall’altro, abbattere stereotipi e pregiudizi che ancora oggi limitano l’autodeterminazione femminile. Capone ha ricordato che in tre anni il bando Futura ha sostenuto 630 progetti culturali, segno di una rivoluzione silenziosa che procede attraverso l’arte.
All’incontro hanno partecipato anche Maria Teresa Susca, direttrice del carcere leccese, i rappresentanti di Factory Compagnia Transadriatica, la docente universitaria Marta Vignola e la garante dei detenuti Maria Mancarella, oltre ai saluti istituzionali di Antigone Puglia e del Polo biblio-museale di Lecce.
“Bellezza mia” non è solo un esperimento teatrale: è un modo per dimostrare che la cultura può farsi strumento di liberazione, anche dietro le sbarre, regalando alle donne coinvolte nuove prospettive e un linguaggio con cui riscrivere la propria storia.
Last modified: Settembre 17, 2025

