Collepasso, Lecce (lunedì, 22 settembre 2025) — Domenica 27 settembre, nel Palazzo Baronale di Collepasso, cala il sipario sull’ottava edizione di “Crita – Festival delle arti”, con lo spettacolo “Una piccola Odissea” di Andrea Pennacchi, accompagnato dalle musiche dal vivo di Giorgio Gobbo, Gianluca Segato e Annamaria Moro. La rassegna, curata dalla cooperativa Ventinovenove e diretta da Gabriele Polimeno e Mary Negro, ha portato teatro, musica e danza nei borghi del Salento, confermando la sua vocazione itinerante.
di Nicola De Dominicis
Pennacchi, noto anche al grande pubblico per la partecipazione a “Propaganda Live”, propone una rilettura personale dell’Odissea, intrecciando la classicità omerica con ricordi familiari e memorie intime. A emergere è il senso di continuità tra mito e vissuto: il ritorno di Ulisse diventa metafora del ritorno di chi ha conosciuto la guerra, la resilienza di Penelope richiama l’attesa delle madri, mentre lutti e gioie si riflettono nelle esperienze personali dell’attore. Non è soltanto teatro, ma un viaggio interiore che cerca di restituire al pubblico il sapore del racconto orale, con particolare attenzione alle voci femminili della narrazione.
Il tema di quest’anno, “Piantati in asso”, gioca sul doppio significato della parola: l’abbandono improvviso e il radicamento. “Asso” è infatti anche il nome del fiume che attraversa i comuni coinvolti nella rassegna, simbolo di rinascita e continuità. Gli organizzatori hanno voluto legare il concetto di attesa e resistenza al valore dell’acqua, bene primario che, come l’arte, ha la capacità di dissetare l’essere umano.
Il nome stesso del festival, “Crita”, porta con sé una duplice identità: da un lato il “critare”, cioè gridare e farsi ascoltare, dall’altro la “creta”, materia che richiama le radici artigianali del Salento. In otto edizioni, la rassegna ha trasformato luoghi non convenzionali – piazze, frantoi, palazzi storici – in spazi culturali, ospitando artisti e intellettuali di rilievo.
Con il sostegno dei comuni di Collepasso, Cutrofiano, Galatone, Bagnolo del Salento e Maglie, insieme a partner istituzionali e privati, Crita ha consolidato la sua missione: portare la cultura nelle aree periferiche e restituire al territorio una nuova consapevolezza del valore sociale dell’arte. La chiusura con Pennacchi, tra mito e autobiografia, conferma questa direzione, trasformando l’Odissea in un racconto universale di resistenza, memoria e speranza.
Immagine: foto ufficiale di Andrea Pennacchi
Last modified: Settembre 22, 2025

