Scritto da 2:07 pm Lecce, Top News

“L’Amara” a Lecce: nasce il primo Centro anti discriminazione e si racconta la vita di Mara, icona di libertà e solitudine

Lecce (lunedì 22 settembre 2025) — La città barocca si prepara ad accogliere un’iniziativa che unisce memoria storica, impegno sociale e cultura civile. Martedì 23 settembre, al Convitto Palmieri, sarà presentato il Centro Antidiscriminazione “L’Amara”, primo sportello nella provincia di Lecce dedicato all’ascolto e al sostegno delle vittime di discriminazioni legate a orientamento sessuale e identità di genere. Un progetto promosso da un’ampia rete associativa – con capofila Spazio Sociale Zei e la partecipazione di DiVagare, 73100 GAYA, Transparent, LeA, Arci Cassandra e Arcigay Salento – e sostenuto dall’Unar, in collaborazione con enti pubblici e privati.

di Nicola De Dominicis

La presentazione vedrà l’intervento di figure istituzionali e del mondo associativo: dal Coordinamento CAD “L’Amara” con Gaia Barletta, Alessia Bleve e Adriano Sergio, al direttore generale dell’ASL Stefano Rossi, fino a Mauro Marino del Polo Biblio-Museale, Maria Pia Scarciglia di Antigone e Antonio Lamparelli di Open Group. Un confronto che vuole ribadire la necessità di strumenti concreti per combattere discriminazioni ancora radicate nel tessuto sociale.

Alla parte istituzionale seguirà un momento teatrale di forte impatto emotivo: un estratto dello spettacolo “A Mara”, che restituisce voce e corpo a una delle figure più discusse e significative della Lecce del Novecento. Mara, tra le prime donne trans italiane, attraversa in scena la sua vita: dall’infanzia povera negli anni della guerra, alle scelte coraggiose – giudicate scandalose – che la posero in conflitto con la famiglia e con l’ambiente circostante.

Il racconto mette in evidenza non solo la dimensione pubblica del personaggio, noto e spesso deriso, ma anche la sua umanità complessa, fatta di luci e ombre. Proprietaria di un importante patrimonio immobiliare, Mara visse gli ultimi anni segnata da una città che ne ammirava la singolarità senza mai comprenderla davvero. Emblematica la frase a lei attribuita: “Una peccatrice rimane sempre una peccatrice, anche quando smette di peccare”.

In scena, due narratrici e un attore disabile ipovedente danno corpo a una vicenda che parla di solitudine, incomprensione e libertà. Mara resta così lo specchio scomodo di una comunità che non seppe accettarne la sincerità e l’autenticità. La sua storia, portata oggi in un evento che unisce memoria e diritti, diventa un invito a guardare oltre i pregiudizi, restituendo dignità e voce a chi è stato messo ai margini.

Immagine: locandina ufficiale

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Last modified: Ottobre 13, 2025
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