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ASL Lecce tutela i diritti delle persone LGBTQIA+ nei servizi sanitari

Lecce (martedì, 2 dicembre 2025) — Il nuovo progetto formativo presentato dalla ASL Lecce nasce con l’obiettivo di migliorare l’accoglienza e la tutela delle persone LGBTQIA+ nell’accesso ai servizi sanitari e socio-assistenziali. L’iniziativa si inserisce nel quadro della legge regionale n. 25/2024, proposta dal consigliere Donato Metallo, che punta a garantire pari opportunità e parità di trattamento a prescindere da orientamento sessuale, identità di genere e caratteristiche di sesso. Il programma – elaborato con il Centro Antidiscriminazione L’Amara di Lecce – vuole introdurre un approccio più consapevole, capace di riconoscere le differenze, tutelarle e tradurle in pratiche operative quotidiane.

di Nicola De Dominicis

Il cuore del progetto è un percorso formativo ampio e strutturato, che coinvolge operatori dei servizi pubblici e privati. Le lezioni affrontano temi cruciali come orientamento sessuale, identità di genere, fenomenologie discriminatorie, ostacoli nell’accesso ai servizi e pratiche comunicative adeguate. L’obiettivo è rendere l’esperienza sanitaria più rispettosa e attenta, superando barriere spesso invisibili ma profondamente radicate. I primi incontri partiranno da Lecce, per poi proseguire a Gallipoli e Gagliano del Capo. Al termine della formazione di base seguiranno moduli specialistici dedicati ai percorsi di affermazione di genere e agli screening oncologici rivolti a persone transgender e gender diverse, un ambito dove le lacune informative sono ancora significative.

Il Direttore Generale Stefano Rossi ha sottolineato come l’ASL Lecce abbia raccolto immediatamente l’invito a investire nelle competenze del personale, con la convinzione che inclusione e qualità dei servizi siano inseparabili. Durante la presentazione, diverse figure tecniche e responsabili del progetto hanno evidenziato l’urgenza di un cambiamento culturale: molte persone LGBTQIA+ evitano ancora il sistema sanitario per paura di discriminazioni, mentre chi vi accede spesso non trova risposte adeguate ai propri bisogni specifici.

Il progetto viene interpretato come un’opportunità anche dalla Direzione Sanitaria, che vede nella formazione uno strumento per superare stigma e discriminazione, e per costruire percorsi clinici personalizzati e realmente centrati sulla persona. A livello regionale, l’iniziativa è inserita in una strategia più ampia che punta a una medicina di genere inclusiva, capace di riconoscere le diversità e modulare protocolli e interventi di conseguenza. I dati europei – che mostrano che quasi una persona LGBTQIA+ su due incontra ostacoli nei percorsi di cura – confermano la necessità di un impegno strutturato. La risposta immediata della ASL Lecce viene così letta come un segnale di responsabilità e innovazione, destinato a incidere concretamente sulla qualità dell’assistenza.

Foto allegata al comunicato stampa ricevuto in redazione.

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Last modified: Dicembre 2, 2025
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