Estero (mercoledì, 23 luglio 2025) – – Ozzy Osbourne, il leggendario frontman dei Black Sabbath, si è spento ieri martedì 22 luglio all’età di 76 anni, lasciando un vuoto incolmabile nella storia dell’heavy metal. Il suo nome è diventato celebre con brani come “Paranoid” e “Iron Man”, è indissolubilmente legato alla nascita di un intero genere musicale.
Nei suoi ultimi anni, Ozzy ha lottato con coraggio contro la malattia di Parkinson, diagnosticata nel 2020, sostenuto dall’amore della famiglia. Soltanto poche settimane fa, il 5 luglio a Birmingham, ha salutato il pubblico con l’evento “Back to the Beginning”: un concerto d’addio carico di emozione, con la formazione originale dei Black Sabbath e star del calibro di Metallica, Slayer e Pantera. Lì, con voce stanca ma ancora carica di energia, ha riconsegnato il suo ultimo regalo alla città nativa: un addio potente e autentico.
di Nicola De Dominicis
La carriera di Ozzy è iniziata nel sobborgo operaio di Birmingham, dove insieme a Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward ha fondato nel 1968 i Black Sabbath. Il 13 febbraio 1970 uscì l’album che segnò una svolta nella storia della musica: “Black Sabbath”, accolto come la pietra miliare del metal.
Con testi oscuri che parlavano di guerra, alienazione e stregoneria, e riff potenti, ha creato un sound che ha definito l’essenza stessa dell’heavy metal.
Gli eccessi e le controculture sono stati compagni inseparabili negli anni d’oro: tra alcol, droga e leggendari eccessi (come l’episodio del pipistrello morso sul palco), Ozzy ha ridefinito il concetto di rockstar selvaggia. Espulso dai Sabbath nel 1979, ha rilanciato la propria carriera da solista con album cult come “Blizzard of Ozz” (1980) e “Diary of a Madman” (1981), dimostrando ancora una volta la sua forza innovativa.
La fama di Ozzy si è estesa oltre la musica: con la moglie-manager Sharon, è diventato protagonista del primo reality rock, “The Osbournes” (2002), conquistando il pubblico più giovane con la sua genuinità e fragilità. Dopo anni di operazioni e acciacchi, ha pubblicato gli album “Ordinary Man” e “Patient Number 9”, confermando la sua capacità di reinventarsi fino alla fine.
Il cordoglio è arrivato anche dai compagni dei Sabbath: Tony Iommi ha dichiarato di non trovare le parole mentre Geezer Butler ha espresso gratitudine per essere riuscito a condividere un ultimo palco con lui.
Ozzy lascia un’eredità che va ben oltre la musica, incarnando una voce autentica per intere generazioni di ribelli e outsider. Una voce destinata a risuonare nei riff distorti e nei cuori di chi ha sentito la sua verità.
Tag: Attualità, Ozzy Osbourne Last modified: Luglio 24, 2025

