Lecce (giovedì, 2 ottobre 2025) — È arrivato un punto di svolta nella gestione degli autovelox per la città di Lecce. Il Ministero dei Trasporti, infatti, ha avviato un censimento nazionale attraverso una piattaforma digitale dove Comuni ed enti locali dovranno registrare ogni apparecchio, indicando posizione, modello e omologazione. Senza questa comunicazione, obbligatoria entro sessanta giorni, i dispositivi non potranno più essere utilizzati. Una misura che introduce un principio chiaro: trasparenza e regolarità devono precedere l’attività sanzionatoria, per garantire fiducia e certezza nei cittadini.
di Nicola De Dominicis
A Lecce, la questione non poteva giungere in un momento più delicato. In Commissione Controllo XI, presieduta da Antonio Rotundo, si è discusso a lungo delle multe comminate con gli autovelox della tangenziale est, spesso giudicate illegittime. La giurisprudenza, infatti, ha stabilito che l’autorizzazione ministeriale non equivale all’omologazione del dispositivo: una distinzione che ha già portato all’annullamento di numerosi verbali e a pesanti ricadute economiche per l’amministrazione.
I numeri parlano da soli: su 100 verbali, solo il 40% viene effettivamente pagato, un altro 40% viene impugnato con successo davanti ai giudici e il restante 20% resta insoluto. Una statistica che riflette non solo la sfiducia dei cittadini, ma anche il rischio concreto di debiti fuori bilancio per il Comune. È qui che l’iniziativa ministeriale assume un valore doppio: da un lato impone ordine e chiarezza, dall’altro costringe le amministrazioni locali a rivedere procedure e responsabilità.
Il comandante della polizia locale, Donato Zacheo, sarà ascoltato in Commissione nei prossimi giorni per fornire spiegazioni. Nel frattempo, l’opposizione chiede una mossa drastica: l’annullamento in autotutela di tutti i verbali contestati, almeno fino a quando non sarà fatta piena luce sulla vicenda. Un’ipotesi che solleva interrogativi sulla sostenibilità economica della scelta, ma che intercetta l’urgenza di ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini.
La questione degli autovelox, spesso percepiti più come strumenti di cassa che come dispositivi di sicurezza, diventa così un banco di prova: dimostrare che la sicurezza stradale può andare di pari passo con la legalità amministrativa. Per Lecce, e per molte altre città italiane, sarà un’occasione cruciale per trasformare una fonte di polemiche in un terreno di credibilità.
Immagine libera di repertorio da Pixabay.com
Last modified: Ottobre 2, 2025

