Nardò (giovedì 25 settembre 2025) – La stagione venatoria nel Salento si apre con un episodio che riporta l’attenzione sul tema del rispetto delle norme e sulla fragilità degli equilibri ambientali. In una pineta della località “Boncore”, nel territorio di Nardò, i Carabinieri Forestali di Gallipoli hanno sorpreso un cacciatore con un carniere contenente dieci esemplari di tortora dal collare, una specie che la legge esclude espressamente dall’attività di caccia. L’uomo, un 53enne, è stato deferito alla Procura di Lecce per violazione della Legge 157/1992, norma quadro che disciplina il prelievo venatorio, e rischia sanzioni penali. Oltre agli uccelli abbattuti, anche il fucile e le munizioni sono stati posti sotto sequestro.
di Nicola De Dominicis
Il caso, pur non isolato, rappresenta un campanello d’allarme: nonostante i controlli e le campagne di sensibilizzazione, le violazioni restano frequenti. Nel Salento, episodi simili si ripetono con costanza, come dimostrato dall’Operazione Artemis condotta lo scorso anno, che ha portato alla luce numerosi comportamenti illeciti. Uno dei più diffusi è l’uso di richiami elettroacustici, nascosti tra la vegetazione per attirare l’avifauna e agevolarne l’abbattimento, pratica che altera in maniera grave l’equilibrio naturale e la sopravvivenza di specie già vulnerabili.
A ciò si aggiunge un problema di sicurezza. I controlli dei Forestali non si limitano infatti a reprimere la caccia illegale, ma riguardano anche il rispetto delle distanze minime di sicurezza: un aspetto cruciale per la tutela di chi vive nelle campagne, ma anche per chi le attraversa nei fine settimana, tra residenti, turisti e gitanti. In un territorio come il Salento, che unisce zone rurali ad alta frequentazione turistica, l’inosservanza delle regole può avere conseguenze non solo per la fauna, ma anche per le persone.
Quest’anno i cinque Nuclei Forestali della provincia – Lecce, Gallipoli, Maglie, Otranto e Tricase – sono stati mobilitati con un impegno rafforzato. L’obiettivo è duplice: assicurare il rispetto delle leggi venatorie e ridurre il rischio di incidenti, creando una cornice di legalità indispensabile per conciliare tradizione venatoria e salvaguardia del patrimonio naturale.
L’episodio di Nardò, dunque, non è soltanto un fatto di cronaca, ma un’occasione per riflettere sulla necessità di un rapporto più responsabile tra uomo e ambiente, in cui la passione per la caccia non travalichi il confine della legalità e del rispetto delle regole condivise.
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Last modified: Settembre 25, 2025

