Lecce – In una regione come la Puglia, dove l’invecchiamento demografico e le patologie croniche stanno trasformando profondamente i bisogni sanitari, il tema della riorganizzazione della riabilitazione diventa centrale. I fisioterapisti pugliesi, forte di dati che parlano chiaro – dagli 830mila adulti con disturbi muscolo-scheletrici alle migliaia di ictus e fratture del femore che ogni anno colpiscono soprattutto gli over 65 – lanciano un appello diretto ai candidati alla Presidenza e al Consiglio regionale: è tempo di cambiare modelli e riconoscere che la tutela della salute è una sfida decisiva che richiede nuove strategie e una visione più moderna dell’assistenza.
di Nicola De Dominicis
I presidenti degli Ordini dei Fisioterapisti delle province pugliesi – Giulia Berloco, Angelo Scrimitore e Giulio Conticelli – sottolineano come l’attuale assetto organizzativo non sia più in grado di sostenere un fabbisogno riabilitativo in crescita costante. La riforma dell’assistenza territoriale introduce principi innovativi come prossimità, integrazione e multidisciplinarietà, ma per renderli operativi è indispensabile valorizzare le competenze di tutti i professionisti coinvolti.
Tra le priorità indicate spiccano il riconoscimento formale del ruolo del fisioterapista nelle cure primarie, l’inserimento stabile dell’Ordine nei tavoli decisionali e in quelli relativi ai Lea, la tutela della libertà di scelta dei cittadini e una lotta più efficace all’abusivismo che mina la qualità dell’assistenza. Importanti anche le misure richieste per contenere la fuga di professionisti verso il privato, rafforzando il sistema pubblico, e per promuovere formazione continua, ricerca, sviluppo accademico e Fisioterapia di Comunità.
Particolare attenzione viene dedicata alla tele-riabilitazione e agli strumenti digitali, considerati essenziali per superare barriere geografiche ed economiche, insieme alla proposta di istituire un sistema di accreditamento istituzionale nel Servizio sanitario regionale, così da garantire standard uniformi e trasparenza.
L’integrazione strutturale della fisioterapia nel territorio produce effetti concreti: riduce le liste d’attesa, migliora l’accesso alle cure, limita gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, evita complicanze da mancata riabilitazione tempestiva e rinforza la continuità assistenziale. Sono risultati tangibili che incidono sulla sostenibilità del sistema sanitario e sulla qualità percepita dai pazienti.
L’appello finale rivolto ai candidati è chiaro: sostenere una visione moderna, inclusiva e sostenibile dell’assistenza territoriale, in cui la fisioterapia occupi un ruolo strategico per innovare il Servizio Sanitario Regionale e garantire benessere alla comunità pugliese.
I fisioterapisti pugliesi chiedono nuovi modelli organizzativi e pieno riconoscimento del loro ruolo per una sanità territoriale più efficace.
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Last modified: Novembre 21, 2025

