Gaza City (mercoledì 17 settembre 2025) — L’offensiva israeliana su Gaza City è entrata nella sua fase più dura. I tank e le truppe dell’Idf hanno avviato quella che il premier Benjamin Netanyahu definisce un’“operazione intensiva e cruciale”. L’obiettivo dichiarato è distruggere Hamas e liberare gli ostaggi, ma le conseguenze immediate sono devastanti: secondo fonti locali, nel solo primo giorno l’esercito avrebbe già preso il controllo del 40% della città, mentre migliaia di civili palestinesi fuggono sotto le bombe.
di Nicola De Dominicis
Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Katz, ribadisce la linea dura: “Andremo avanti fino alla sconfitta di Hamas”. Ma mentre la retorica politica insiste sul successo militare, cresce la disperazione dei familiari degli ostaggi, accampati con le tende sotto casa del premier. Le loro accuse sono durissime: “Li stai uccidendo”, gridano, denunciando una strategia che rischia di sacrificare le vite dei prigionieri.
Sul fronte internazionale, la reazione è immediata. L’Unione Europea ha annunciato nuove sanzioni contro Israele, che entreranno in vigore già domani. Anche Roma, Londra, Berlino e Parigi giudicano l’operazione “completamente sbagliata”, segnalando un isolamento crescente di Tel Aviv. Diverso invece l’atteggiamento degli Stati Uniti: dal fronte repubblicano, Donald Trump mantiene il silenzio, mentre l’Onu alza i toni parlando apertamente di “genocidio” e indicando Israele come principale responsabile.
Le cifre diffuse da Al Jazeera parlano di 91 morti in poche ore, un numero che potrebbe crescere con il protrarsi dei bombardamenti. Gaza si ritrova ancora una volta stretta in un assedio che colpisce non solo le strutture di Hamas, ma anche scuole, ospedali e rifugi improvvisati, accentuando una crisi umanitaria che da mesi non conosce tregua.
Il conflitto si riflette anche fuori dal Medio Oriente. All’Università di Pisa, un gruppo di studenti pro-palestinesi ha fatto irruzione contro un professore definito “sionista”, intervenuto a difesa di un ragazzo aggredito. L’uomo è finito in ospedale con contusioni, mentre il governo italiano ha condannato l’accaduto definendolo “inaccettabile” e minacciando azioni legali in caso di episodi futuri.
In questo scenario, la battaglia di Gaza City appare più di uno scontro militare: è il crocevia di strategie politiche, pressioni internazionali e drammi umani, un conflitto che continua a dividere governi e opinioni pubbliche, lasciando al centro una popolazione civile sempre più martoriata.
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Last modified: Settembre 17, 2025

