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Morte di Julie Tronet a Lecce, la famiglia si oppone all’archiviazione: fissata l’udienza nel 2026

Lecce (venerdì 19 settembre 2025) – La vicenda legata alla morte di Julie Tronet, studentessa francese di 21 anni trovata senza vita nel suo appartamento nel rione San Pio, continua a suscitare interrogativi e richieste di verità. I familiari della ragazza non si arrendono e hanno deciso di opporsi alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, spingendo affinché le indagini non vengano interrotte. La decisione sul futuro dell’inchiesta spetterà al gip Tea Verderosa, che ha fissato per il 20 febbraio 2026 l’udienza in cui ascolterà le parti prima di pronunciarsi.

di Nicola De Dominicis

Il magistrato dovrà stabilire se seguire la linea del pm Rosaria Petrolo e chiudere definitivamente il fascicolo, oppure se dare seguito alle istanze della famiglia, che insiste per ulteriori verifiche. Non è escluso, inoltre, che il giudice possa disporre addirittura l’imputazione coatta del 21enne brindisino indagato per istigazione al suicidio e violenza sessuale.

L’iter investigativo, condotto finora, ha prodotto elementi contrastanti. Dopo l’analisi del computer di Julie, affidata a un perito, la Procura ha ritenuto non emergessero prove sufficienti per sostenere l’accusa. Anche le precedenti indagini genetiche, nel 2024, avrebbero escluso tracce di violenza sessuale. Eppure, nonostante queste risultanze, i genitori continuano a chiedere chiarezza, convinti che diversi aspetti non siano stati adeguatamente approfonditi.

Sin dall’inizio, l’ipotesi prevalente è stata quella di un gesto estremo. Tuttavia, la famiglia non ha mai accettato del tutto questa versione, sottolineando la necessità di far luce sulle ultime ore di vita della giovane. Secondo la ricostruzione, Julie, a Lecce per il progetto Erasmus, avrebbe incontrato il ragazzo poi indagato il 18 ottobre 2023, durante una serata nei locali del centro. I due sarebbero successivamente saliti nell’appartamento della studentessa, dove – stando alla versione difensiva – si sarebbe consumato un rapporto consensuale. Quattro giorni più tardi, il 22 ottobre, i coinquilini trovarono il corpo della ragazza con un laccio legato all’armadio.

La vicenda resta dunque sospesa tra due verità: da un lato le risultanze tecniche delle indagini, dall’altro il dolore dei familiari che chiedono un percorso giudiziario più accurato. A difendere i genitori ci sono gli avvocati Giulio Bray e Rosario Almiento, mentre l’indagato è assistito dall’avvocato Aldo Gianfreda. Sarà ora il tribunale a decidere se la storia di Julie avrà un capitolo giudiziario ancora da scrivere.

Immagine pubblica da Google maps.

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Last modified: Settembre 19, 2025
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