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Per l’ospedale di Nardò arriva una tac usata, scoppia il caso

Nardò – La polemica sulla nuova (ma in realtà vecchia) TAC destinata alla Radiologia dell’ex ospedale di Nardò accende il dibattito sulla qualità dei servizi sanitari nel territorio. A sollevare il caso è Paolo Pagliaro, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che denuncia con toni duri la decisione della ASL di Lecce di installare un macchinario usato, proveniente dall’ospedale “Vito Fazzi”, già in funzione da oltre quindici anni. Una scelta che, secondo Pagliaro, non solo non risponde alle reali esigenze della comunità, ma rappresenta un vero e proprio segnale di disattenzione verso un presidio sanitario che serve un bacino d’utenza vastissimo e in costante crescita.

di Nicola De Dominicis

L’accusa principale del consigliere ruota attorno alla qualità delle prestazioni diagnostiche: una TAC “usurata”, “datata” e “super sfruttata” – come lui stesso la definisce – difficilmente può garantire uno standard adeguato, soprattutto in un territorio che già da tempo lamenta carenze strutturali e ritardi negli investimenti tecnologici. Pagliaro ricorda inoltre che la situazione non è nuova: già nel luglio 2023, durante un’ispezione, aveva segnalato l’utilizzo di una “TAC muletto”, chiedendo con forza l’acquisto di un’apparecchiatura moderna. Una richiesta che, a distanza di due anni, sembra essere rimasta lettera morta.

Nel suo intervento, il consigliere allarga lo sguardo alla dimensione demografica e sociale. Nardò, con oltre 30 mila residenti, non è solo la seconda città più popolosa della provincia di Lecce, ma rappresenta un punto di riferimento sanitario per un bacino che supera i 150 mila abitanti, includendo anche i comuni vicini e l’ingente presenza turistica durante l’estate. È proprio in questo contesto che Pagliaro giudica “fuori luogo” l’atteggiamento trionfalistico di alcuni esponenti politici locali, che presentano il macchinario come una “novità” nonostante la sua effettiva vetustà.

La questione, dunque, trascende il singolo caso tecnico per diventare un tema più ampio: quello della dignità della diagnostica e della necessità di un investimento reale nelle strutture sanitarie territoriali. In un modello di sanità che punta al decentramento e alla prossimità, dotare i presidi locali di strumenti obsoleti rischia di generare disuguaglianze e di minare la fiducia dei cittadini nel sistema pubblico.

Il caso della TAC usata si inserisce quindi in un discorso più articolato sulle priorità della sanità pugliese e sulla capacità delle istituzioni di rispondere, con trasparenza e responsabilità, alle esigenze dei territori. Pagliaro conclude la sua denuncia con un appello alla verità e alla chiarezza, ricordando che i cittadini hanno diritto non a “avanzi di magazzino”, ma a servizi diagnostici affidabili, moderni e all’altezza delle reali necessità della comunità.

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Last modified: Novembre 13, 2025
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