Lecce (domenica, 7 dicembre 2025) –– Con l’elezione di Antonio Decaro alla presidenza della Regione Puglia si apre una fase politica tanto promettente quanto delicata. Dopo la vittoria del 24 novembre, il centrosinistra dispone di una maggioranza solida – 29 seggi su 50 – ma la stabilità numerica non basta a contenere le ambizioni, le richieste e le aspettative che ora convergono sulla futura giunta. In particolare, il Salento rivendica un ruolo di primo piano, forte delle decine di migliaia di preferenze espresse e del peso politico dei suoi candidati.
di Nicola De Dominicis
Dietro la costruzione dell’esecutivo si muove una rete complessa di alleanze, promesse, rinegoziazioni e rientri in scena. Ex governatori come Emiliano e Vendola, partiti del “campo largo”, civiche e liste uscenti mirano a convertire consenso e radicamento territoriale in assessorati o incarichi strategici. Lo scenario è particolarmente fluido: chi è rimasto fuori dal Consiglio punta ora a un riconoscimento, chi è dentro ambisce a un ruolo di peso, e chi rappresenta aree territoriali decisive pretende visibilità.
Nel fronte salentino la competizione è evidente: Stefano Minerva, forte di oltre 31mila preferenze, e Sebastiano Leo, già assessore regionale con una solida base civica, sono tra i nomi più accreditati. Accanto a loro si muovono figure come Silvia Miglietta, eletta nella lista Decaro, e Cristian Casili, il più votato del M5S, che però potrebbe essere penalizzato dal tema delle quote di genere. Più defilata — ma non esclusa del tutto — la posizione di Loredana Capone, considerata in corsa per il Parlamento nel 2027.
Parallelamente convergono le aspettative di amministratori locali, dirigenti di partito e candidati non eletti: da Paolo Greco (Azione) ai gruppi più forti del Pd barese e brindisino, fino ai civici che hanno sostenuto Decaro e che ora contano undici consiglieri. Proprio questa area, rafforzata dal voto, è al tempo stesso una risorsa e un potenziale terreno di conflitto, perché ogni lista reclama un pezzo della futura governance regionale.
La situazione è resa ancor più complessa dall’attesa della proclamazione ufficiale degli eletti da parte della Corte d’Appello, che dovrà esprimersi anche sul ricorso di Sergio Blasi, escluso per poche centinaia di voti. Solo dopo questo passaggio Decaro potrà definire la giunta, una vera prova di leadership: tenere insieme Pd, civiche, M5S, campo largo e correnti interne richiederà equilibrio politico e abilità diplomatica.
La sensazione, nei palazzi e nelle segreterie, è chiara: la stagione è appena iniziata, ma la partita del potere è già entrata nel vivo.
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Last modified: Dicembre 7, 2025

