Lecce (martedì 2 settembre 2025) — Una notte che poteva trasformarsi in tragedia si è conclusa con un salvataggio in extremis grazie al sangue freddo e alla prontezza dei carabinieri. Un uomo di 36 anni, originario della provincia di Lecce, ha chiamato il numero di emergenza 112 da una stanza d’albergo nei pressi della stazione Termini, annunciando la sua intenzione di togliersi la vita.
di Nicola De Dominicis
L’operatore della centrale operativa del Gruppo di Roma ha capito subito la gravità della situazione. Per guadagnare tempo e consentire ai colleghi di raggiungere l’albergo, ha mantenuto la linea con il 36enne, instaurando con lui un filo di fiducia. Un dialogo delicato, fatto di parole misurate e tentativi di riportare calma in una mente turbata, mentre intanto sul posto si precipitavano i militari della stazione Macao.
Arrivati all’albergo, i carabinieri hanno usato il passe-partout per accedere alla stanza. La scena che si è presentata davanti ai loro occhi è stata drammatica: l’uomo, seduto sul davanzale della finestra con le gambe nel vuoto, teneva ancora il telefono in mano. Sono stati attimi concitati: con prontezza i militari lo hanno afferrato per un braccio, riuscendo a trascinarlo all’interno e a salvarlo da un gesto irreparabile.
Secondo le prime verifiche, il 36enne avrebbe assunto dei farmaci prima di tentare il suicidio. Immediatamente soccorso, è stato affidato al personale del 118 e trasportato in codice rosso psichiatrico al pronto soccorso, dove ora riceve cure e assistenza. Restano da chiarire le cause del suo gesto: difficoltà personali, fragilità psicologiche e situazioni di disagio che, come spesso accade, restano invisibili fino a quando esplodono in maniera drammatica.
Il gesto disperato del giovane salentino riporta l’attenzione su un tema delicato e purtroppo sempre più attuale: quello della salute mentale e della prevenzione dei suicidi. La prontezza dei carabinieri e la professionalità dell’operatore hanno fatto la differenza, dimostrando quanto sia fondamentale l’ascolto e la capacità di intervenire rapidamente.
In una città frenetica come Roma, dove le storie personali si intrecciano in silenzio dietro porte chiuse, questa vicenda si è conclusa con un lieto fine. Ma resta il monito: dietro ogni richiesta di aiuto può nascondersi una vita appesa a un filo, che merita ascolto, comprensione e sostegno.
Tag: Salentino, suicidio Last modified: Settembre 2, 2025

