Porto Cesareo (Mercoledì, 10 dicembre 2025) – – La tutela degli ecosistemi marini torna al centro dell’attenzione dopo l’ennesimo episodio di violazione ambientale registrato all’interno dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, uno dei tratti più delicati e preziosi della costa ionica. Nella mattinata di ieri, una collaborazione tra Polizia di Stato, Guardia Costiera, personale dell’Area Marina Protetta e gli Ispettori Ambientali di Legambiente ha permesso di individuare un uomo di 36 anni, originario di Ugento, ritenuto responsabile di uno scavo subacqueo illegale in una zona classificata di alto valore storico, archeologico e naturalistico. Un intervento tempestivo che conferma quanto sia fondamentale la vigilanza continua per proteggere habitat già minacciati da pressioni antropiche e cambiamenti climatici.
di Nicola De Dominicis
Secondo quanto accertato dagli agenti, l’uomo avrebbe utilizzato impropriamente uno scooter subacqueo, dispositivo dotato di un’elica molto potente, per scavare ampie porzioni di fondale. Si parla di decine di metri quadrati di habitat compromesso e di buche profonde fino a un metro, create sfruttando la propulsione dell’attrezzo per cercare e raccogliere metalli. Una pratica pericolosa e altamente distruttiva, in contrasto con ogni norma di tutela ambientale che vige nelle aree marine protette.
Il danno non si limita all’impatto estetico o alla semplice alterazione del paesaggio sommerso: queste azioni compromettono ecosistemi fragili, già soggetti a equilibrio instabile, mettendo a rischio specie protette e strutture biologiche fondamentali come praterie di posidonia e organismi bentonici. Per questo motivo il 36enne è stato denunciato a piede libero ai sensi degli articoli 19 e 30 della legge 394/1991 e dell’articolo 734 del codice penale, normativa che punisce la distruzione o il deterioramento di habitat naturali protetti.
L’attrezzatura utilizzata per lo scavo, particolarmente costosa e sofisticata, è stata posta sotto sequestro penale, a testimonianza della gravità dell’episodio e della necessità di scoraggiare condotte analoghe. Le istituzioni coinvolte sottolineano come il monitoraggio, il rispetto delle regole e la collaborazione tra enti rappresentino strumenti essenziali per garantire la sopravvivenza delle risorse marine.
Questo intervento, pur risolutivo nell’immediato, richiama l’urgenza di mantenere alta l’attenzione: la protezione dell’ambiente non è solo un compito normativo, ma un investimento comune verso un patrimonio naturale che, una volta compromesso, è difficile se non impossibile da ripristinare.
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Last modified: Dicembre 10, 2025

