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Scomparsa Tatiana, ansia crescente a Nardò: indagini estese e famiglia in attesa di un segnale

Nardò (mercoledì, 3 dicembre 2025) –– La scomparsa di Tatiana Tramacere, 27 anni, continua a scuotere l’intera comunità neretina. È ormai passato più di un decennio di giorni dal momento in cui la giovane, originaria dell’Ucraina ma cresciuta nel Salento, è uscita di casa per andare al lavoro a Lecce e si è dissolta nel silenzio. La sua assenza improvvisa, priva di qualsiasi spiegazione e soprattutto di segnali utili alle ricerche, ha fatto salire rapidamente il livello di allarme. Amici, conoscenti e istituzioni locali si sono mobilitati, mentre i genitori non smettono di lanciare appelli e di aggrapparsi a ogni possibile indizio.

di Nicola De Dominicis

Il dettaglio che più inquieta è il totale blackout del telefono, risultato attivo solo nei primissimi tentativi di contatto da una cella tra il centro di Nardò e via Raho, per poi spegnersi del tutto. Un comportamento anomalo per Tatiana, che gestiva profili social molto seguiti e li aggiornava quotidianamente. Anche il fatto che non avesse mai lasciato la famiglia senza avvisare pesa come un macigno nelle valutazioni degli investigatori.

I social, infatti, sono diventati uno dei punti chiave delle indagini: lì si tenta di ricostruire gli ultimi movimenti della giovane, di cogliere eventuali contatti o segnali rimasti invisibili. Intanto, l’appello dei genitori resta fortissimo. «Torna a casa, ti aspettiamo a braccia aperte», hanno detto mamma Ornella e papà Rino ai microfoni dei tg nazionali, confessando il timore che non si tratti di un allontanamento volontario. Anche il sindaco Pippi Mellone ha rilanciato il suo messaggio sui social, ricordando che Tatiana non si allontana mai senza avvisare e invitando chiunque abbia notizie a farsi avanti.

Sul fronte investigativo, i carabinieri stanno procedendo a tutto campo. Sono stati ascoltati familiari, amici e in particolare un ragazzo della zona con cui Tatiana aveva una frequentazione, insieme all’ex compagno che vive a Brescia. Proprio la pista bresciana appare una delle più rilevanti: la 27enne avrebbe acquistato dei biglietti ferroviari per raggiungerlo. Gli inquirenti stanno cercando di verificare se sia effettivamente salita su un treno e cosa possa essere accaduto lungo quel tragitto.

Le ricerche, estese a livello nazionale, includono l’analisi di telecamere di sorveglianza, la geolocalizzazione del telefono e ogni eventuale segnalazione. Nessuna ipotesi viene esclusa: dall’allontanamento volontario fino a scenari più gravi. Al momento, però, l’unica certezza è che ogni dettaglio può fare la differenza.

Immagine libera di repertorio da Google Immagine Licenze Creative Commons. Palazzo del Tribunale in piazza Salandra a Nardò, 

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Last modified: Dicembre 3, 2025
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