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Sentenze pilotate a Lecce, la Cassazione annulla due condanne: nuovo processo per il giudice onorario e il cancelliere

Lecce – Nuovo capitolo nell’inchiesta sulle sentenze pilotate al Tribunale civile di Lecce, che nel 2018 aveva portato all’arresto di un giudice onorario accusato di aver chiesto denaro in cambio di incarichi professionali. La Corte di Cassazione, nella serata di ieri, ha annullato le condanne inflitte in secondo grado a Marcella Scarciglia, ex giudice onorario del Tribunale, e al cancelliere Amedeo Donno, disponendo il rinvio degli atti alla Corte d’appello di Salerno per un nuovo esame del caso.

di Nicola De Dominicis

Gli “ermellini” hanno accolto i ricorsi delle difese, sostenute dagli avvocati Giuseppe Corleto e Ubaldo Macrì, riqualificando il reato da induzione indebita a tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. La decisione annulla così la sentenza della Corte d’appello di Potenza del 31 gennaio 2025, che aveva confermato il verdetto di primo grado emesso dal gup di Potenza nel marzo 2022: 3 anni di reclusione per Scarciglia e 2 anni e 8 mesi per Donno.

La vicenda ha avuto origine da un presunto episodio di corruzione risalente al 2018. Secondo l’accusa, la giudice onoraria avrebbe chiesto a un grafologo 4.500 euro, minacciando non solo di non assegnargli più incarichi, ma anche di non saldare quelli già svolti. Dopo ripetuti solleciti, culminati in messaggi e un incontro presso la sua abitazione, il professionista decise di denunciare l’accaduto.

Fu così organizzato un blitz controllato dalle forze dell’ordine: il 12 giugno 2018 il perito si presentò a casa della giudice con una bustarella da 1.500 euro, sotto sorveglianza degli agenti che documentarono l’intera consegna, facendo scattare l’arresto in flagranza. Successivamente Scarciglia fu posta ai domiciliari e poi rimessa in libertà.

Coinvolto anche Amedeo Donno, all’epoca cancelliere del Tribunale civile di Lecce, accusato di aver fatto da intermediario tra il perito e la giudice. Ora, con la decisione della Cassazione, l’intera vicenda giudiziaria viene riaperta, con l’obiettivo di riesaminare nel dettaglio i fatti e la qualificazione dei reati contestati.

Resta quindi in sospeso l’esito finale di una storia che ha scosso gli ambienti giudiziari leccesi, mettendo in luce il difficile equilibrio tra fiducia nelle istituzioni e responsabilità individuale.

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Last modified: Novembre 6, 2025
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