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Sicurezza partecipata a Lecce: nasce il “Controllo di vicinato” per cittadini sentinella

Lecce (mercoledì, 1 ottobre 2025) –– La sicurezza urbana non è più soltanto una questione affidata alle Forze dell’Ordine: sempre più spesso viene considerata come un patrimonio condiviso, frutto della collaborazione tra istituzioni e cittadini. È questo il tema centrale emerso nell’incontro ospitato presso il Salone degli Specchi della Prefettura di Lecce, dove amministratori locali, vertici delle Forze di Polizia, rappresentanti degli Istituti di vigilanza e dell’Associazione Nazionale Carabinieri hanno discusso i risultati ottenuti e le prospettive future.

di Nicola De Dominicis

Un anno fa veniva sottoscritto il Protocollo “Mille occhi sulla città”: uno strumento pensato per rafforzare la prevenzione e contenere episodi di illegalità diffusa. I numeri parlano chiaro: 45 segnalazioni scritte inviate alle Forze di Polizia e oltre 350 comunicazioni inoltrate alle Centrali operative dei Carabinieri. Si tratta di episodi che spaziano dai furti alle rapine, dagli incendi agli atti di malamovida. In molti casi, il pronto intervento delle guardie giurate e la successiva azione delle Forze dell’Ordine hanno impedito che tali condotte degenerassero in conseguenze più gravi.

Il bilancio positivo ha aperto la strada a un nuovo passo: la sottoscrizione del Protocollo sperimentale “Controllo di vicinato”, pensato per coinvolgere direttamente la cittadinanza. L’idea è chiara: la sicurezza non può più essere delegata, ma richiede un coinvolgimento attivo della società civile, capace di fungere da “sentinella” quotidiana di legalità.

Il documento prevede la creazione di una rete di cittadini coordinati, con compiti di mera osservazione e segnalazione alle Forze di Polizia. Le aree più sensibili individuate – dal centro storico ai parchi urbani fino alle piazze principali – diventeranno così punti di attenzione speciale. In questo progetto un ruolo rilevante è affidato anche all’Associazione Nazionale Carabinieri, i cui membri in congedo metteranno a disposizione la loro esperienza per supportare l’azione di prevenzione.

Il Prefetto Natalino Manno ha sottolineato come questo modello, già sperimentato altrove con successo, possa innalzare non solo il livello di sicurezza effettiva e percepita, ma anche rafforzare la coesione sociale, favorendo assistenza reciproca soprattutto verso le persone più vulnerabili. Il Comando provinciale dei Carabinieri curerà la formazione dei coordinatori, garantendo standard uniformi nelle procedure.

La sfida, dunque, non è soltanto arginare i reati, ma costruire un tessuto urbano più vivibile, dove cittadini e istituzioni camminino fianco a fianco. La sicurezza, in questa prospettiva, diventa una responsabilità collettiva e un investimento sul futuro della comunità.

Immagine libera di repertorio da Pixabay.com.

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Last modified: Ottobre 1, 2025
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