Cavallino, Lecce (Sabato, 29 novembre 2025) — Avrebbe dovuto essere solo la fine di un matrimonio, invece si è trasformata in una lunga stagione di paura, pressioni e violenze psicofisiche. È questo il quadro che emerge dalla condanna inflitta a un violinista molto noto nel Leccese, docente del Conservatorio “Tito Schipa” e volto di diversi programmi televisivi. La sua immagine pubblica, impeccabile e stimata, si è incrinata quando il Tribunale di Lecce ha riconosciuto la sua responsabilità per stalking e lesioni ai danni della ex moglie, una guida turistica.
di Nicola De Dominicis
Le accuse risalgono al periodo compreso tra settembre 2017 e giugno 2019: quasi due anni in cui la donna avrebbe subìto una sequenza continua di comportamenti persecutori. Non solo insulti e frasi umilianti come “Sei una mantenuta”, ma anche pedinamenti, intrusioni nella quotidianità, minacce indirette e intimidazioni. Tra gli episodi contestati, la presenza di grosse pietre sistemate davanti all’auto della donna per impedirle di uscire, oppure sacchi della spazzatura lasciati ripetutamente dove era solita parcheggiare. In più occasioni avrebbe trovato la cassetta della posta riempita di volantini, come un gesto di controllo ossessivo, così come le mail offensive inviate dal musicista.
Uno degli eventi più gravi risale al 20 giugno 2019, quando un nuovo episodio di provocazione — l’ennesimo secchio dell’immondizia lasciato davanti alla porta di casa — sarebbe degenerato. Chiedendo spiegazioni, la donna avrebbe scatenato la violenta reazione dell’ex marito che, secondo la ricostruzione, l’avrebbe colpita alla clavicola procurandole ferite guaribili in quattro giorni. Non sarebbe stato l’unico contatto fisico: in un’altra occasione l’avrebbe afferrata per il collo, consolidando così il quadro di reiterate aggressioni.
Dopo la denuncia presentata ai carabinieri, è partita un’inchiesta che ha raccolto tutti gli episodi, ricomponendo un mosaico di molestie e comportamenti lesivi. La giudice monocratica Elena Coppola ha dunque disposto una condanna a 8 mesi di reclusione, con pena sospesa e non menzione, riconoscendo le attenuanti generiche. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Riccardo Rodelli, avrà diritto a un risarcimento che sarà stabilito in sede civile. Le motivazioni della sentenza arriveranno nei prossimi mesi, mentre la difesa — affidata all’avvocata Daniela D’Amuri — si prepara a valutare l’appello.
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Last modified: Novembre 29, 2025

