Leverano Lecce (giovedì, 4 dicembre 2025) –– Nasce a Leverano un luogo che intreccia memoria collettiva e innovazione tecnologica: il nuovo Museo Multimediale della Cultura del Lavoro, allestito negli spazi rigenerati dell’ex Tabacchificio Masseria Quartararo. L’apertura, prevista per l’8 dicembre, rappresenta non solo la restituzione alla comunità di un edificio storico profondamente legato all’identità locale, ma anche l’avvio di un progetto culturale pensato per raccontare, attraverso linguaggi contemporanei, il rapporto tra persone, territorio e trasformazioni sociali. Realizzato grazie al sostegno del Ministero della Cultura, il museo si configura come un luogo narrativo e partecipato, dove il lavoro diventa chiave di lettura del passato e del presente.
di Nicola De Dominicis
L’allestimento si fonda su un percorso audiovisivo che mette in dialogo mestieri tradizionali e nuove professionalità, offrendo uno sguardo ampio sulle metamorfosi del tessuto produttivo. Il contributo di archivi e istituzioni – dagli Archivi Giuseppe Palumbo all’AAMOD – amplia il patrimonio documentale, trasformando la visita in un’esperienza immersiva e in continua evoluzione. Il grande ledwall che attraversa le stanze crea un ambiente in cui immagini, suoni e testimonianze costruiscono un racconto corale: un viaggio che unisce generazioni e restituisce dignità tanto ai lavori scomparsi quanto alle attività in trasformazione.
Il sindaco Marcello Rolli sottolinea come la rinascita dell’ex tabacchificio rappresenti un esempio di patrimonio salvato dal basso: un edificio che ha vissuto fasi diverse – da centro agricolo a tabacchificio – e che rischiava di essere demolito. La mobilitazione cittadina ha invece favorito una scelta opposta: trasformarlo in un bene pubblico capace di ospitare un museo che celebra la forza sociale del lavoro e la capacità della comunità di riconoscersi nelle proprie radici, immaginando allo stesso tempo il futuro.
Il regista Paolo Pisanelli, autore del racconto audiovisivo, evidenzia come il progetto nasca da voci eterogenee: anziani, donne, giovani, migranti, ognuno portatore di una memoria o di un punto di vista sulle rapide trasformazioni del territorio. Il documentario diventa così strumento per affrontare questioni sociali globali, intrecciando vite quotidiane e cambiamenti epocali.
Durante l’inaugurazione sarà visitabile anche la mostra “Lavoro a perdere” di Maurizio Buttazzo, un intenso archivio fotografico che restituisce il volto artigiano del Novecento, evitando che quei gesti – e quei saperi – si perdano nel silenzio della modernità. La curatela di Big Sur rafforza l’identità del museo come spazio aperto, orientato al dialogo su temi come diritto al lavoro, tutela ambientale e memoria dei mestieri: un archivio vivente che raccoglie e custodisce storie di ieri e di oggi.
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Last modified: Dicembre 4, 2025

