Lecce (giovedì 4 dicembre 2025) –– Il dibattito sull’olio d’oliva italiano torna al centro dell’attenzione con toni che richiedono un’analisi più ampia del semplice andamento di mercato. Italia Olivicola e CIA Agricoltori Italiani rilanciano infatti la necessità di strumenti di regolamentazione efficaci, capaci di garantire stabilità durante la campagna olearia. La richiesta nasce dopo le positive indicazioni arrivate dal tavolo olivicolo nazionale e si concentra, prima di tutto, sulla possibilità di attivare lo stoccaggio privato dell’olio, previsto dai regolamenti europei ma ancora non impiegato con continuità. Secondo il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, il settore vive un momento in cui “calma” e “prospettive certe” non sono elementi accessori, ma condizioni indispensabili per consentire ai produttori di affrontare il periodo più delicato dell’anno.
di Nicola De Dominicis
La richiesta delle due organizzazioni agricole si inserisce in un contesto segnato da tensioni di mercato, oscillazioni dei prezzi e timori di ripercussioni sulla competitività del prodotto italiano. Gli strumenti normativi esistono: l’articolo 167 bis del regolamento UE 1308/2013 permette agli Stati membri produttori di introdurre norme di commercializzazione per stabilizzare il mercato dell’olio e delle olive. Applicarli significherebbe, secondo Sicolo, creare una sorta di “zona cuscinetto” capace di attenuare gli scossoni, tutelare i flussi commerciali e proteggere sia chi produce sia chi acquista. Il ritiro temporaneo dal mercato di parte dell’olio extravergine nazionale, se attuato correttamente, metterebbe ordine nelle dinamiche di vendita, riducendo le fibrillazioni e salvaguardando la qualità dell’offerta.
Al tema strutturale si affianca quello del controllo del territorio. Il plauso rivolto da Sicolo a ICQRF, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane per il recente sequestro di 14mila litri di olio non tracciato dimostra quanto la lotta alla concorrenza sleale sia un pilastro indispensabile per garantire un mercato trasparente. La tutela dell’oro verde italiano non può prescindere da un sistema di vigilanza efficace, soprattutto in un momento in cui le pressioni commerciali rischiano di compromettere il reddito degli agricoltori e l’immagine del Made in Italy.
Guardando avanti, Italia Olivicola e CIA insistono quindi sulla necessità di misure che non siano solo emergenziali, ma capaci di offrire al comparto una visione di lungo periodo, proteggendo produttori e consumatori da oscillazioni e incertezze. La parola d’ordine, oggi più che mai, è stabilità: senza di essa, anche la migliore campagna olearia rischia di trasformarsi in un terreno fragile.
Last modified: Dicembre 4, 2025

