Lecce (venerdì, 5 dicembre 2025) — La musica come strumento di ascolto, cura e condivisione: è questo il filo conduttore della visita che il musicista Antonio Castrignanò ha fatto al Centro per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (Dna) della ASL Lecce. Un incontro che ha assunto un valore simbolico importante, mostrando come arte e salute possano dialogare e sostenersi a vicenda all’interno di un percorso terapeutico complesso.
di Nicola De Dominicis
I disturbi alimentari rappresentano oggi una delle condizioni di salute mentale più diffuse e in crescita, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti. In questo scenario il Centro Dna, diretto dalla dott.ssa Caterina Renna, si conferma un punto di riferimento regionale, anche grazie alla recente attivazione della Fed Unit del Vito Fazzi, dedicata ai casi clinici più severi. Numeri alla mano, sono già dieci i pazienti ricoverati nel nuovo reparto e oltre duecento quelli seguiti ambulatorialmente.
Ciò che distingue il Centro è il suo approccio multidisciplinare e innovativo, che integra le cure medico-nutrizionali e psicoterapeutiche con pratiche artistiche, culturali ed espressive. Una visione coerente con le linee guida dell’OMS, che riconoscono alle arti un ruolo essenziale nel promuovere benessere psicologico e qualità della vita. La visita di Castrignanò si inserisce pienamente in questo percorso: il musicista è stato accolto da una coreografia originale preparata dai partecipanti al laboratorio di espressione corporea diretto da Annamaria De Filippi e dalla compagnia “Le Sorelle”.
Durante l’incontro, la responsabile Renna ha sottolineato come umanità, presenza e possibilità di esprimersi siano elementi indispensabili nel trattamento dei disturbi alimentari, e come la musica, il movimento, il teatro e le arti visive non siano “attività extra”, ma parti integranti della cura. Il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Serafino De Giorgi, ha ribadito la necessità di un modello capace di unire clinica, comunità e cultura, ringraziando l’artista per aver rafforzato questa alleanza.
Castrignanò, dal canto suo, ha ricordato che “la musica crea relazione e cura”, offrendo sostegno anche a chi attraversa momenti di fragilità. Un messaggio perfettamente in linea con il percorso di “welfare culturale” costruito dalla ASL Lecce, impegnata nel consolidare servizi che integrino competenze cliniche e innovazione con pratiche culturali capaci di restituire fiducia, vitalità e senso alla vita delle persone in cura.
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Last modified: Dicembre 5, 2025

