Scritto da • 4:21 pm• Cronaca, Lecce, Top News

Assalto nel carcere di Lecce: esplode la rivolta nel Reparto C2

Lecce – Nel tardo pomeriggio, presso la Casa Circondariale del capoluogo salentino, si è verificato un episodio che riaccende l’attenzione sulle criticità strutturali del sistema penitenziario italiano. Nel Reparto C2, precisamente nella 5ª Sezione, un gruppo numeroso di detenuti ha dato vita a disordini organizzati, mettendo in seria difficoltà il personale di Polizia Penitenziaria e creando una situazione di forte instabilità. Secondo quanto riferito dall’Organizzazione Sindacale AL.Si.P.Pe, la protesta sarebbe nata nel tentativo di impedire il trasferimento disciplinare di un detenuto coinvolto in una precedente violazione regolamentare. Tuttavia, le informazioni raccolte fanno pensare anche a un possibile tentativo di intercettare il passaggio di sostanze stupefacenti tra sezioni attigue, ipotesi che aggiunge un ulteriore livello di pericolosità ai fatti. Durante il caos, alcuni facinorosi sono arrivati a sfondare i vetri del box agenti utilizzando estintori, cercando con la forza di riportare in sezione il detenuto interessato, in un gesto interpretato come una sfida diretta all’autorità e alle regole dell’istituto.

di Nicola De Dominicis

Il clima era già teso, anche alla luce dei recenti eventi avvenuti a Como, e quanto accaduto a Lecce sembra confermare un preoccupante innalzamento del livello di aggressività all’interno delle carceri. Il Segretario Regionale AL.Si.P.Pe, dott. Roger Durante, ha definito l’episodio di “estrema gravità”, sottolineando come tali comportamenti siano il sintomo evidente di un sistema “in fase di collasso”. Il rapido intervento del Comandante del Reparto, dott. Pasquale Somma, ha permesso di coordinare immediatamente le operazioni di contenimento già avviate dagli agenti. Nonostante ciò, alcuni operatori sono rimasti feriti e trasportati in ambulanza al Pronto Soccorso. Solo in serata la situazione è tornata sotto controllo, anche se permane un clima di allerta per possibili ulteriori tensioni.

Parallelamente all’episodio, l’AL.Si.P.Pe denuncia nuovamente le condizioni di lavoro ormai insostenibili del personale penitenziario, aggravate da una cronica carenza di organico e da un sovraffollamento che rende difficile garantire sicurezza e rispetto delle norme costituzionali e internazionali. La vicenda diventa così l’ennesimo campanello d’allarme di una macchina amministrativa che fatica a sostenere il peso della detenzione moderna.

Il dott. Durante rivolge quindi un appello forte e diretto al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: servono misure straordinarie, sia in termini di personale sia di sicurezza, per evitare ulteriori degenerazioni. Chiede inoltre ai colleghi di mantenere il massimo livello di attenzione, soprattutto nelle ore notturne, considerate le più delicate dal punto di vista operativo. In un contesto tanto fragile, il lavoro della Polizia Penitenziaria resta un presidio fondamentale per la sicurezza dello Stato. Proprio per questo – conclude il sindacalista – è imprescindibile che le istituzioni garantiscano tutela, mezzi adeguati e un immediato rafforzamento degli organici, prima che episodi come quello odierno diventino sempre più difficili da contenere.

Immagine libera di repertorio da Pixabay.com.

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Last modified: Novembre 17, 2025
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