Lecce – Tutto è pronto per la XXVI edizione del Festival del Cinema Europeo, che dal 15 al 22 novembre trasforma il Multisala Massimo in un osservatorio privilegiato sul cinema del continente. Al centro c’è il Concorso Ulivo d’Oro – Premio Cristina Soldano, con dieci lungometraggi in anteprima nazionale che attraversano geografie e generazioni diverse, ma convergono sugli stessi nodi: amore, famiglia, identità, solitudini e ferite dell’Europa di oggi.
di Nicola De Dominicis
Dai drammi familiari islandesi alla precarietà giovanile di Lisbona, dai paesi balcanici alle periferie del Nord, il concorso compone un mosaico di racconti intimi in cui relazioni e fragilità diventano specchio di tensioni sociali più ampie. Una fitta rete di premi – dall’Ulivo d’Oro ai riconoscimenti di critici, stampa internazionale e pubblico – sottolinea il ruolo del festival come piattaforma di legittimazione per il nuovo cinema europeo.
Accanto alla competizione, il programma mette al centro i protagonisti del cinema europeo e italiano. Quest’anno l’omaggio va a Lars von Trier, con una retrospettiva di dieci titoli che ne ripercorre la rivoluzione linguistica, e a Saverio Costanzo, cui è dedicato l’Ulivo d’Oro alla Carriera e un focus su un percorso autoriale che unisce tensione psicologica e sguardo umanista.
Gli eventi speciali fuori concorso aprono finestre su storie molto diverse: dalle dinamiche di coppia di Breve storia d’amore alla violenza di gruppo di 40 secondi, fino al racconto di guerra in From Ground Zero. L’anima formativa del festival emerge nei premi Mario Verdone ed Emidio Greco, pensati per sostenere nuovi autori e cortometraggi italiani.
La sezione “Cinema & Realtà” porta in anteprima documentari che interrogano memoria, marginalità, sport, violenza di genere, migrazioni e conflitti ambientali, mostrando come il cinema del reale sia uno strumento centrale per leggere il Paese. In chiave europea, il Premio LUX del Pubblico collega Lecce al dibattito dell’Unione, invitando gli spettatori a votare film che raccontano diritti, relazioni e trasformazioni sociali.
Un’attenzione particolare va al territorio con “Puglia Show”, concorso dedicato ai giovani registi pugliesi under 35, e alla Vetrina del Centro Sperimentale di Cinematografia, che porta a Lecce restauri, film di diploma ed esercitazioni delle varie sedi della Scuola Nazionale di Cinema. A chiudere il quadro, il Premio Rotary Club Lecce, che segnala l’opera più vicina ai valori del “We serve”, conferma la vocazione del festival a tenere insieme qualità artistica, impegno civile e formazione del pubblico.
Last modified: Novembre 14, 2025

