Lecce – La vittoria di Antonio Decaro alle regionali pugliesi segna una svolta politica importante, ma rivela allo stesso tempo un quadro democratico fragile. Il centrosinistra conquista la presidenza della Regione con un margine netto, mentre la partecipazione al voto tocca il livello più basso di sempre. È questo il nodo da cui riparte la riflessione sul futuro della Puglia: un successo ampio, ma ottenuto dentro un clima di astensionismo strutturale, che mette in discussione il rapporto tra cittadini e istituzioni. Le prime ipotesi sulla nuova composizione del Consiglio regionale offrono l’immagine di un equilibrio chiaro, ma attraversato da una domanda irrisolta: come ricostruire una comunità politica capace di sentire la Regione come “cosa propria”?
di Nicola De Dominicis
Le proiezioni sui seggi delineano una maggioranza solida. Nel campo del centrosinistra, il Partito Democratico si afferma come perno della coalizione, eleggendo numerosi consiglieri provenienti da tutta la Puglia. Le liste civiche “Decaro Presidente” e “Per la Puglia” confermano il forte radicamento personale del nuovo presidente, mentre il Movimento 5 Stelle mantiene una rappresentanza significativa. Sul fronte opposto, la coalizione guidata da Luigi Lobuono costruisce una minoranza compatta: Fratelli d’Italia ottiene un gruppo numeroso, seguito da Forza Italia e Lega, pronte a condurre un’opposizione dichiaratamente “vigile e senza sconti”.
Il vero elemento politico, però, resta il paradosso della vittoria: Decaro raccoglie un consenso ampio, ma più della metà degli elettori sceglie di non votare. Una maggioranza sociale assente che rende più complessa la legittimazione simbolica di qualunque governo. Lo stesso presidente riconosce questa frattura, invitando a recuperare il dialogo con chi oggi non si sente rappresentato. È una sfida che va oltre i numeri dell’aula e tocca il tema più delicato della politica contemporanea: la ricostruzione della fiducia.
Nei prossimi mesi, l’attenzione si sposterà sull’azione di governo: mobilità sostenibile, sanità territoriale, sostegno ai giovani, sviluppo delle aree interne, ambiente e imprese rappresentano gli assi principali del programma. La nuova legislatura si apre così con un doppio movimento: da un lato una maggioranza larga e coesa, dall’altro la necessità di dare risposte a un corpo elettorale che si è ritirato dalle urne. Per Decaro iniziano cinque anni in cui ogni scelta sarà misurata non solo sui risultati, ma sulla capacità di ricucire il rapporto tra istituzioni e cittadini.
Last modified: Novembre 25, 2025

