Lecce (venerdì 28 novembre 2025) –– Sta entrando in una fase cruciale la complessa vicenda giudiziaria che ruota attorno alla presunta truffa dei bonus edilizi, un’inchiesta che non riguarda solo irregolarità fiscali, ma che intreccia anche episodi di intimidazione, estorsioni e incendi dolosi. Il prossimo 27 marzo, davanti al gip Tea Verderosa, si terrà l’udienza preliminare per decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Simona Rizzo nei confronti di venti imputati. Il procedimento rappresenta una diramazione della maxi indagine “EasyBonus”, che ha scoperchiato un sistema articolato tra crediti fiscali fittizi, minacce e violenze a scopo di lucro.
di Nicola De Dominicis
Secondo l’impianto accusatorio, gli imputati avrebbero sfruttato in modo illecito i meccanismi del “superbonus” e del “bonus facciate”, generando crediti d’imposta per lavori mai eseguiti o solo in parte reali. Un sistema che, sempre secondo la Procura, si sarebbe trasformato in una vera struttura criminale capace di ricorrere alla forza quando qualcuno non rispettava patti o consegne. Gli episodi più gravi risalgono alla fine di giugno 2022, quando, in due notti consecutive, furono incendiati un’abitazione e successive proprietà a Presicce-Acquarica, in un crescendo di violenza legato alla richiesta di 150 mila euro avanzata da Orazio Preite, 41 anni, figura già nota alle forze dell’ordine.
L’accusa sostiene che, tramite intimidazioni e un intermediario, Preite sia riuscito a ottenere la somma completa, ritenuta parte dei proventi illeciti derivanti dalle pratiche legate ai bonus. Ma non si tratta dell’unico caso: un altro imputato, Antonio Tommaso Memmi, sarebbe stato vittima di un analogo episodio estorsivo il 2 dicembre 2022, quando la sua villetta e due auto furono date alle fiamme per costringerlo a versare 100 mila euro.
Tra gli imputati figura anche Albano Galati, 58 anni, accusato non solo di reati legati alla vicenda dei bonus, ma anche di aver accoltellato la moglie, episodio per il quale è già sotto processo per omicidio.
A difendere i venti coinvolti è un ampio collegio di avvocati, tra cui Luca Puce, Davide Micaletto, Simone Viva, Silvio Caroli, Giorgio Caroli e altri professionisti che, durante l’udienza preliminare, potranno chiedere riti alternativi. La decisione del gip segnerà un passaggio decisivo in un’inchiesta che, per gravità e intreccio di reati, resta una delle più delicate degli ultimi anni nel territorio salentino.
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Last modified: Novembre 28, 2025

