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Incendiata la focareddha di Sant’Andrea: sconcerto e indagini a Presicce-Acquarica

Presicce-Acquarica, Lecce (venerdì, 28 novembre 2025) –– Un episodio che ha lasciato sgomenta l’intera comunità ha colpito il cuore della tradizione locale: la “focareddha”, simbolo della Festa di Sant’Andrea Apostolo, è stata distrutta da un incendio doloso a pochi giorni dalla celebrazione del Santo Patrono. Non si tratta di un semplice falò, ma del risultato di un impegno collettivo che ogni anno coinvolge volontari, associazioni e amministratori, impegnati sin da settembre nella costruzione della catasta. La sua perdita non è solo materiale: rappresenta una ferita emotiva profonda per un paese che vive intensamente questo evento identitario.

di Nicola De Dominicis

A rendere il fatto ancora più inquietante è la presenza, accanto ai resti bruciati, di uno striscione con la scritta “W Sant’Andrea”, un dettaglio che lascia intuire una volontà precisa, quasi una provocazione rituale. Le fiamme, divampate nella notte, hanno attirato l’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco di Tricase, mentre il sindaco, gli assessori e numerosi cittadini si sono recati immediatamente sul luogo per constatare l’entità del danno e offrire solidarietà a chi aveva lavorato alla preparazione del falò.

Le indagini sono ora in mano ai Carabinieri della stazione locale, che stanno raccogliendo elementi utili per risalire agli autori di un gesto definito dall’amministrazione come un vero attacco alla comunità. Il sindaco Paolo Rizzo, visibilmente colpito, ha parlato di un atto “vergognoso, cattivo e intenzionale”, sottolineando come la natura dolosa e la “firma” lasciata sul posto rendano l’episodio particolarmente grave.

L’episodio arriva in un momento dell’anno estremamente sentito dal paese: la festa del 30 novembre, dedicata al Santo Patrono, rappresenta un’occasione di forte partecipazione popolare, in cui la focareddha è uno dei momenti centrali. La sua distruzione priva la comunità di un rito collettivo che rafforza l’identità culturale e l’appartenenza, generando indignazione e dolore diffusi.

Nonostante l’amarezza, dalle reazioni dei cittadini emerge un forte spirito di coesione: la volontà di non lasciarsi intimidire e di ricostruire, se possibile, ciò che è stato distrutto. La risposta della comunità, unita a quella delle istituzioni, rappresenta oggi il primo segnale di una resistenza simbolica contro un gesto che ha tentato di intaccare uno dei suoi simboli più radicati.

Immagine: logo pubblico dell’evento di riferimento nell’articolo.

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Last modified: Novembre 28, 2025
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