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Lecce, sequestrati 1.500 quintali di falso Primitivo: frode da 1,5 milioni, ma il vero valore è la qualità

Lecce (venerdì, 5 settembre 2025) –– In Puglia il vino non è soltanto una bevanda, ma un simbolo identitario, un tassello essenziale della cultura enologica del Sud. Ecco perché la notizia del sequestro di circa 1.500 quintali di vino sfuso, etichettato come “Primitivo Salento IGP” e “Primitivo Puglia IGP” senza rispettare i disciplinari di produzione, ha fatto tanto rumore. L’operazione, condotta dai Carabinieri forestali insieme all’ICQRF (Ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione frodi), non riguarda solo numeri e cifre – sebbene il valore stimato superi 1,5 milioni di euro – ma tocca un nodo cruciale: la difesa della qualità e della credibilità di un intero settore.

di Nicola De Dominicis

Il Primitivo non è un vino qualsiasi. È il risultato di secoli di tradizione, di territori che hanno plasmato grappoli e profumi unici, di produttori che con rigore hanno reso questo marchio conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Alterarne l’autenticità, spacciando prodotti non conformi come originali, significa non solo danneggiare le aziende che lavorano onestamente, ma anche mettere a rischio la fiducia dei consumatori e l’immagine stessa del made in Italy.

La violazione dei disciplinari di produzione non è dunque un semplice reato commerciale, ma un attacco diretto al valore culturale ed economico di un brand costruito con fatica. Ogni frode di questo tipo ha un doppio effetto negativo: riduce la competitività delle imprese che rispettano le regole e abbassa la percezione della qualità del vino italiano, con conseguenze a lungo termine sulla sua reputazione internazionale.

La sinergia tra forze dell’ordine e istituzioni di controllo mostra quanto la cooperazione interistituzionale sia decisiva per difendere i prodotti agroalimentari. Il lavoro congiunto dei Carabinieri forestali e dell’ICQRF è un segnale forte, un presidio che non si limita a reprimere le frodi ma che tutela concretamente i territori e i produttori seri.

L’autunno 2025 sarà un banco di prova importante. La campagna vendemmiale prevede controlli serrati in tutta la regione, un monitoraggio continuo che vuole prevenire altre irregolarità. Perché un buon vino, così come la sua tutela, richiedono tempo, cura e attenzione.

Difendere il Primitivo significa, in fondo, difendere l’intero patrimonio agroalimentare italiano: un patrimonio che non appartiene solo alle aziende, ma a tutti coloro che riconoscono nel cibo di qualità una parte irrinunciabile della propria identità.

Immagine libera di repertorio da Pixabay.com

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Tag: , , Last modified: Settembre 5, 2025
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