Lecce (venerdì, 3 ottobre 2025) — Di certo la pioggia non può fermare la pace. Così, in tanti hanno scelto di non restare semplici spettatori, ma di partecipare al flash mob “Luci sulla Palestina”, tenutosi ieri davanti al Dea dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Più di duecento persone, tra cittadini e operatori sanitari, si sono ritrovate per esprimere un messaggio netto: basta al genocidio in corso a Gaza, basta al silenzio e all’indifferenza. La manifestazione ha unito simbolicamente Lecce a molte altre città italiane, dove negli stessi minuti si sono accese le luci e le voci della protesta.
di Nicola De Dominicis
Il cuore dell’iniziativa è stato il richiamo a un diritto fondamentale negato, quello alla cura. Non bastano infatti gli aiuti umanitari bloccati o le navi intercettate: a Gaza, sotto assedio, è stato sottratto anche l’accesso alle cure mediche.
E la denuncia si fa anche più forte se arriva proprio dal personale sanitario, che conosce bene il valore della vita e il peso della sua perdita. La piazza davanti al Dea si è trasformata così in uno spazio di indignazione condivisa, ma anche di memoria. Durante l’evento sono stati letti i nomi di cento operatori sanitari palestinesi uccisi sotto i bombardamenti – solo una parte delle oltre 1.600 vittime tra medici e infermieri che hanno perso la vita in questa guerra. Una scelta simbolica ma potente, capace di dare un volto e una dignità a numeri che spesso restano astratti.
Accanto alle letture e ai momenti di raccoglimento, non sono mancati i gesti di pace: bandiere palestinesi e vessilli arcobaleno hanno colorato il piazzale, accompagnati dalla lettura di una poesia scritta da una donna palestinese, scomparsa poco dopo in un bombardamento. Un frammento di voce che ha commosso i presenti, ricordando che dietro la cronaca c’è la vita quotidiana spezzata di un popolo.
Lo scopo della mobilitazione, ribadito a più riprese, è quello di chiedere un cessate il fuoco immediato e la fine del genocidio. Ma il messaggio si rivolge anche alle istituzioni: alla comunità internazionale e al governo italiano viene chiesto di interrompere qualsiasi legame commerciale e militare con Israele e, più in generale, con quei Paesi responsabili di crimini contro l’umanità.
Il flash mob di Lecce non è stato dunque soltanto una manifestazione di solidarietà, ma un atto politico e morale, nato dal basso, per riaffermare che la salute, la dignità e la pace sono diritti universali che non possono essere negati.
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Last modified: Ottobre 3, 2025

