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Morte di Antonio Coletti, due chirurghi del Vito Fazzi a processo per omicidio colposo

Lecce (martedì, 23 settembre 2025) — Due chirurghi dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce affronteranno un processo per la morte di Antonio Coletti, 71enne originario di Monteroni, deceduto il 6 settembre 2023 a seguito di una sepsi fulminante sviluppatasi dopo un intervento al colon per la rimozione di un tumore. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal giudice per l’udienza preliminare Angelo Zizzari con le accuse di omicidio colposo e di responsabilità sanitaria.

di Nicola De Dominicis

La vicenda nasce da un esposto presentato dai figli della vittima, che hanno segnalato anomalie nella gestione post-operatoria. Secondo la denuncia, il giorno dopo l’intervento Coletti avrebbe manifestato dolori intensi, episodi di vomito e difficoltà respiratorie. Nonostante questi segnali, i familiari sarebbero stati rassicurati dai medici sul buon esito dell’operazione. Solo quattro giorni più tardi, di fronte a un peggioramento rapido e grave, fu disposto un secondo intervento d’urgenza, che rivelò una situazione clinica ormai compromessa: l’infezione si era diffusa in tutto l’organismo, rendendo vano ogni tentativo di cura.

Una ricostruzione supportata dagli esiti della consulenza medico-legale di Roberto Vaglio, che ha evidenziato come la sepsi fosse già in fase avanzata e difficilmente contenibile. In origine l’inchiesta aveva coinvolto anche alcuni infermieri, poi esclusi dal procedimento nel corso delle indagini.

La famiglia della vittima ha scelto di costituirsi parte civile, affidandosi agli avvocati Giuseppe Milli e Diego Mansi, con l’intento di ottenere verità e giustizia per quanto accaduto. Il processo prenderà avvio a febbraio davanti al giudice monocratico del tribunale di Lecce, Michele Giannone.

Dal lato opposto, i due chirurghi imputati – difesi dagli avvocati Giacinto Epifani, Diego Libraro, Sergio Losavio e Karin Pantaleo – avranno modo di presentare la propria versione dei fatti e replicare alle accuse.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della responsabilità medica e della fiducia dei cittadini nelle strutture sanitarie. Al di là della dimensione giudiziaria, episodi come questo sollevano interrogativi più ampi: quanto è sicuro il percorso post-operatorio? Quanto contano il monitoraggio e la tempestività delle diagnosi di complicazioni gravi come la sepsi?

Il dibattimento di febbraio sarà cruciale non solo per accertare le eventuali responsabilità, ma anche per riflettere sulla gestione delle emergenze sanitarie e sulla capacità del sistema ospedaliero di prevenire tragedie simili.

Immagine libera di repertorio da Pixabay.com

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Last modified: Settembre 23, 2025
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