Nardò (martedì 30 settembre 2025) — La cerimonia che si è svolta ieri a Nardò ha rappresentato molto più di un semplice evento commemorativo. L’inaugurazione del monumento ai caduti del mare, collocato in via Marinai d’Italia, ha infatti assunto i contorni di un momento collettivo di memoria, identità e partecipazione. L’opera, realizzata dal maestro Dario Falconieri, colpisce per la sua forza simbolica: tre sezioni distinte raccontano passato, presente e futuro della Marina militare, intrecciando valori storici, conquiste sociali e missioni contemporanee.
di Nicola De Dominicis
Il lato sinistro del monumento celebra la tradizione marinara italiana, con la nave scuola Amerigo Vespucci e il ricordo dell’Impresa di Premuda del 1918, episodio che ancora oggi dà vita alla Giornata della Marina. Al centro, due figure – un uomo e una donna – rappresentano la svolta del terzo millennio: l’inclusione femminile nelle Forze Armate, segno di un Paese che evolve. A destra, lo sguardo è rivolto al presente operativo, con sommergibili, portaerei, elicotteri e reparti speciali che mostrano l’impegno quotidiano della Marina “per mare, cielo, terra e sotto la superficie”. Alla base, una citazione parafrasata da Leopardi rende omaggio ai marinai caduti: “La vostra tomba è un altare…”.
La cerimonia ha visto la presenza di autorità civili, religiose e militari, tra cui il sindaco Giuseppe Mellone, il presidente nazionale ANMI Pierluigi Rosati, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e il vescovo Fernando Filograna. Momento toccante è stata la partecipazione della madrina Giulia Longanesi Cattani, figlia di un illustre sommergibilista della Seconda guerra mondiale.
Grande rilievo è stato dato anche alla partecipazione delle scuole: studenti degli istituti superiori e bambini della scuola dell’infanzia hanno portato freschezza e commozione, intonando l’Inno di Mameli accompagnati dalla fanfara di Marina Sud Taranto. Una presenza che ha sottolineato la volontà di trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria.
Non meno importante è stata la rete di associazioni d’Arma, locali e regionali, che hanno garantito supporto e partecipazione, rafforzando un clima di comunità e condivisione. Il monumento, delimitato da due ancore e completato da una rosa dei venti orientata al nord vero, diventa così non solo un luogo di ricordo ma anche un punto di riferimento simbolico, capace di coniugare radici storiche e visione del futuro.
In definitiva, l’inaugurazione a Nardò ha mostrato come la memoria dei caduti del mare possa trasformarsi in un’occasione di riflessione collettiva, capace di unire istituzioni, cittadini e nuove generazioni attorno a un unico messaggio: nessuno deve essere lasciato indietro.
Immagine: locandina ufficiale dell’evento.
Last modified: Settembre 30, 2025

