Lecce (martedì, 30 settembre 2025) –– Un’operazione imponente dei Carabinieri ha scosso il basso Salento, portando alla luce una rete criminale strutturata e violenta. Diciotto persone sono finite in custodia cautelare – 17 in carcere e una ai domiciliari – nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge complessivamente 33 indagati. Le accuse vanno dal traffico di stupefacenti alle estorsioni, passando per la detenzione di armi e con l’aggravante del metodo mafioso.
di Nicola De Dominicis
La retata ha interessato diversi comuni della provincia, da Racale a Gallipoli, con il supporto di oltre 110 militari, unità cinofile, reparti speciali e persino ricognizioni aeree. L’operazione, battezzata “Pit Bull”, prende nome dai cani che difendevano la casa di uno degli affiliati e che aggredirono i Carabinieri durante un controllo: un dettaglio che rende bene l’idea dell’aggressività del gruppo.
Le indagini hanno avuto origine da un episodio del marzo 2022, quando un giovane di Taviano fu attirato con l’inganno in un’abitazione e brutalmente picchiato per un debito di droga. Quella vicenda, solo in apparenza isolata, ha rivelato un quadro ben più vasto: un’organizzazione capace di muovere ingenti quantitativi di cocaina, eroina, marijuana e hashish, gestendo lo spaccio in paese come nelle località turistiche della costa.
Al vertice del clan è stato individuato Vito Paolo Vacca, 31enne di Racale, erede di una famiglia storicamente legata alla Sacra Corona Unita. Figlio di un ergastolano per omicidio e nipote di un noto capoclan, Vacca ha assunto la guida del gruppo dopo la morte del padre, avvenuta lo scorso anno. L’appariscente funerale del genitore – con carrozza dorata e cavalli neri – fu interpretato come una dichiarazione di forza e continuità.
Un ruolo di rilievo è emerso anche per le donne del clan: sei di loro sono state arrestate perché incaricate di gestire scorte, consegne e denaro. La moglie di Vacca, in particolare, sostituiva il marito nelle fasi cruciali dell’attività illecita. Il sistema di smistamento era tanto semplice quanto efficace: droga nascosta in buste della spesa o cartoni, dosi confezionate con cura e residui subito eliminati.
Il bilancio parla chiaro: 22 chili di cocaina, 10 di marijuana, 3,5 di eroina, 9 di hashish sequestrati, oltre a beni per 91mila euro. Un giro d’affari milionario, con investimenti che avrebbero potuto fruttare più di due milioni.
Il Gip di Lecce ha ritenuto solide le prove raccolte, pur ricordando che gli arrestati restano indagati e presunti innocenti fino a sentenza definitiva. L’operazione segna comunque un colpo significativo contro la criminalità organizzata del territorio.
Last modified: Settembre 30, 2025

