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Sanità sotto pressione: a Lecce nuove misure contro le aggressioni agli operatori

Lecce (giovedì 4 settembre 2025) –– Negli ultimi anni chi lavora in ospedale o in strutture sanitarie si trova sempre più spesso al centro di un paradosso doloroso: da un lato dovrebbe essere punto di riferimento e di fiducia per la comunità, dall’altro diventa invece bersaglio di aggressioni verbali, insulti, persino episodi di violenza fisica. È un segnale evidente della crisi che attraversa il sistema sanitario, schiacciato tra carenze strutturali, tempi di attesa estenuanti e aspettative sempre più esasperate dei cittadini. In questo contesto, il rischio che la frustrazione del pubblico si trasformi in rabbia contro gli operatori è ormai concreto e quotidiano.

di Nicola De Dominicis

Per questa ragione l’Asl di Lecce ha intensificato negli ultimi mesi le azioni mirate a prevenire e contenere le aggressioni. Solo ieri, il direttore generale Stefano Rossi ha preso parte alla riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, coordinato dalla Prefettura, insieme a Forze dell’Ordine, ordini professionali e rappresentanti del Terzo Settore. È stata l’occasione per fare il punto su quanto già messo in campo e sulle prossime strategie.

Una delle iniziative più significative riguarda l’introduzione dell’infermiere accoglienza e processo in tutti i Pronto Soccorso. Non si tratta di una figura generica: questi infermieri ricevono una formazione specifica e operano con tablet e telefoni dedicati, così da gestire l’accesso, monitorare le attese, ridurre l’ansia dei pazienti e dei loro familiari e offrire informazioni puntuali. È un modo concreto per disinnescare conflitti già sul nascere, puntando sulla comunicazione e sul dialogo come strumenti di prevenzione.

Accanto a questa misura, sono state avviate iniziative sperimentali che coinvolgono anche il volontariato. Grazie a un progetto promosso dal Prefetto Natalino Manno, ex agenti di polizia oggi in pensione collaborano presso le sedi di Continuità Assistenziale, in fasce orarie considerate più delicate, dal venerdì alla domenica sera. Dodici i comuni coinvolti, da Surbo a Galatone, in un presidio diffuso che mira a rassicurare i cittadini e a proteggere gli operatori.

Rossi ha ribadito con chiarezza che nessuna forma di violenza, fisica o verbale, può essere minimizzata: ogni atto è un reato e come tale deve essere trattato. Tuttavia, ha sottolineato anche la necessità di strumenti di trasparenza verso l’utenza, come il portale “Puglia Salute”, che permette di consultare in tempo reale i tempi di attesa nei Pronto Soccorso. Un piccolo passo verso la consapevolezza, nella speranza che l’informazione riduca tensioni e incomprensioni.

Immagine libera di repertorio Ospedale Vito Fazzi Lecce da Google Immagini Creative Licenze Commons

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Tag: , Last modified: Settembre 4, 2025
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