Scritto da 10:58 am Lecce, Cronaca, Top News

Scorrano accoglie quattro bambini e una donna palestinesi: missione MedEvac dall’aeroporto di Galatina

Scorrano, Lecce (martedì, 30 settembre 2025) –– L’arrivo all’aeroporto militare di Galatina, ieri sera, ha segnato un momento di forte impatto umano e simbolico: quattro bambini e una donna palestinesi sono stati trasportati in Italia nell’ambito della Missione MedEvac, operazione internazionale che consente il trasferimento sanitario dei civili feriti dalla guerra nella Striscia di Gaza. Subito dopo l’atterraggio, la famiglia è stata presa in carico dal 118 e condotta all’ospedale di Scorrano, dove il più piccolo riceverà le cure necessarie.

di Nicola De Dominicis

L’accoglienza non è stata solo un atto sanitario, ma anche un gesto di solidarietà che ha coinvolto personale medico, infermieri, autorità sanitarie e istituzionali, tutti presenti per garantire un passaggio sicuro e dignitoso ai nuovi arrivati. In particolare, la donna giunta con i bambini – zia del piccolo paziente – accompagnerà il percorso di cura e rappresenterà un punto di riferimento familiare durante la degenza.

Le operazioni sono state il frutto di una complessa rete di coordinamento nazionale e regionale. Il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato la Centrale Operativa Remota Operazioni Soccorso Sanitario (Cross) di Pistoia, che gestisce le emergenze sanitarie di rilevanza internazionale. Al lavoro si sono affiancati il Ministero dell’Interno, tramite la Prefettura di Lecce, e il Ministero degli Affari Esteri, in sinergia con la Regione Puglia. Fondamentale anche il ruolo del referente sanitario regionale Anna Maria Natola e del direttore della rete ospedaliera Asl Lecce, Osvaldo Maiorano, costantemente in contatto con il direttore generale Stefano Rossi.

L’episodio mette in evidenza come la sanità pugliese e, più in generale, l’Italia, siano parte attiva di un sistema internazionale di supporto ai civili coinvolti nei conflitti. L’arrivo a Scorrano non è solo un fatto clinico, ma anche un messaggio politico e sociale: la tutela dei più fragili non conosce confini geografici né barriere culturali.

Il percorso di cura che attende il bambino sarà lungo e complesso, ma la tempestività del trasferimento e la capacità di collaborazione tra enti nazionali e locali rappresentano un punto di forza. In un contesto segnato dalla violenza e dalla distruzione, la vicenda assume il valore di un segnale concreto di speranza: dimostra che, nonostante la guerra, è ancora possibile costruire spazi di umanità e protezione.

Immagine di repertorio da Pixabay.com

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Last modified: Settembre 30, 2025
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